Situato nell’estrema propaggine meridionale della provincia di Siena, San Casciano dei Bagni si adagia su una dorsale collinare al confine tra Toscana, Umbria e Lazio. Questo borgo antico è uno scrigno di acque, storia e silenzio, dove le sorgenti termali affiorano da millenni nel cuore di un paesaggio verde, solenne e intatto. Il suo nome è da sempre legato all'acqua: le fonti calde che sgorgano dal sottosuolo, oltre quaranta, rendono San Casciano uno dei centri termali più importanti d’Europa, con una portata di oltre cinque milioni di litri al giorno.
La storia del borgo è profondamente intrecciata con quella del culto dell’acqua. Gli Etruschi, già nel VII-VI secolo a.C., frequentavano queste zone, considerandole luoghi sacri di guarigione e di contatto con il divino. Le recenti scoperte archeologiche nella zona del Bagno Grande — tra cui statue in bronzo, altari votivi, iscrizioni e strumenti medici — hanno confermato l’esistenza di un santuario frequentato per secoli, anche in epoca romana. Qui si incontravano lingue, popoli e tradizioni: le divinità etrusche e latine convivevano in un sincretismo spirituale che ha lasciato tracce tangibili nel fango e nella pietra.
Durante l’epoca imperiale, San Casciano (allora Balnea Clusina) attirava personaggi illustri: si dice che persino l’imperatore Augusto ne apprezzasse le acque. La tradizione termale, però, non si interruppe con il declino di Roma: attraversò il Medioevo, il Rinascimento e giunse fino ai giorni nostri, rigenerata dalla fama di una natura che cura e accoglie.
San Casciano dei Bagni è oggi uno dei Borghi più Belli d’Italia, e non a caso. Il centro storico conserva un impianto medievale intatto, fatto di vicoli stretti, piazze raccolte e scorci che si aprono su vallate boschive e crinali lontani. Tra gli edifici di pregio spiccano la Collegiata dei Santi Leonardo e Cassia, con la sua facciata in stile romanico e interni ricchi di storia, e la Chiesa di Santa Maria ad Balnea, costruita nei pressi delle sorgenti più antiche.
La piazza principale ospita il Palazzo Comunale, le logge cinquecentesche e alcuni edifici nobiliari che testimoniano la vitalità del borgo nei secoli passati. Tutto qui parla di misura, armonia e rispetto per il territorio.
Le sorgenti termali di San Casciano rappresentano un unicum nel panorama europeo. Le più note sono quelle del Bagno Grande, utilizzabili ancora oggi liberamente, immerse nella natura, in un contesto fuori dal tempo. A queste si aggiungono stabilimenti termali di alto livello, come il celebre Fonteverde, che unisce benessere e architettura rinascimentale.
L’acqua termale di San Casciano è ricca di zolfo, calcio, magnesio e altri oligoelementi, ed è da sempre utilizzata per trattare disturbi dermatologici, respiratori e reumatici. Ma oltre la scienza, c’è il senso di rinascita profonda che queste acque offrono a chi vi si immerge.
Il territorio comunale comprende numerose frazioni e località, ognuna con una propria identità: tra queste spiccano Celle sul Rigo, con la sua storica sagra dei pici, Palazzone, circondato da vigneti, e Fighine, minuscolo borgo dominato da un castello restaurato che guarda l’Umbria. I boschi, i sentieri, i corsi d’acqua e le viste sul Monte Cetona o sul Lago di San Casciano rendono questo territorio ideale per escursioni a piedi, in bici o a cavallo.
San Casciano dei Bagni continua a crescere come centro culturale e termale di eccellenza. Gli scavi archeologici in corso, condotti in collaborazione con università e istituzioni, stanno riportando alla luce un patrimonio di valore inestimabile, che presto costituirà il cuore di un nuovo Parco Archeologico delle Acque. Un’opportunità straordinaria per rilanciare il borgo anche a livello internazionale, valorizzandone le radici più profonde.
Chi visita San Casciano non cerca solo bellezza, ma un contatto autentico con la storia, la natura e il tempo. E trova, tra le nebbie del mattino e il vapore che sale dalle sorgenti, un piccolo mondo dove il passato continua a parlare con voce limpida.
Nota: i dati sono aggiornati secondo le fonti disponibili online. Le località senza stima numerica sono borghi rurali o poderi privi di dati demografici ufficiali, ma parte integrante del paesaggio culturale del comune.